PON Città metropolitane

Autorità competenti e riferimenti

Ufficio dell’Autorità di Gestione del PON Città Metropolitane – Direzione Generale per la Politica Regionale Unitaria Comunitaria
dps.cittametro2014-2020@agenziacoesione.gov.it


Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane
(PON Metro)

Scopo

Il PON Metro si applica a tutto il territorio nazionale, ed attinge al contributo comunitario proveniente dal FESR e dal FSE.
Le città metropolitane interessate sono 14: Torino, Genova, Milano, Bologna, Venezia, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina e Palermo.

Questo PON sostiene il corordinamento delle città metropolitane italiane nelle azioni volte al miglioramento qualitativo e all’efficienza dei servizi urbani, con speciale riguardo alle fasce più svantaggiate della popolazione.

IL PON Metro si inserisce nell’agenda urbana nazionale e di sviluppo urbano. Esso si concentra sull’agenda digitale metropolitana (smart city), sulla sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità, sui servizi e infrastrutture per l’inclusione sociale e sull’assitenza tecnica. In linea con gli obiettivi dei fondi strutturali da cui riceve contributo, il PON punta inoltre a migliorare l’efficienza energetica e le condizioni abitative dei cittadini.
Con il PON Metro si inaugura un percorso innovativo di “co-progettazione strategica” che permette, di concerto con le autorità di Gestione e le autorità urbane, di selezionare per ciascuna città un numero limitato di azioni integrate da finanziare.

Beneficiari

Cluster nazionali, organismi scientifico-tecnologici pubblico-privati, amministrazioni pubbliche Autorità Urbane, altre amministrazioni comunali o loro società di scopo interamente pubbliche, enti del terzo settore, altri enti pubblici proprietari degli immobili, società di scopo responsabili della gestione del patrimonio pubblico per edilizia sociale, enti pubblici proprietari degli immobili oggetto di ristrutturazione.

Obiettivi tematici di riferimento

  • Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Nonché l’impiego e la qualità delle medesime
  • Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori
  • Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione

Assi prioritari

Asse 1 – Agenda digitale metropolitana
Asse 2 – Sostenibilità dei servizi e della mobilità urbana
Asse 3 – Servizi per l’inclusione sociale
Asse 4 – Infrastrutture per l’inclusione sociale
Asse 5 – Assistenza tecnica

Priorità d’investimento

Qui di seguito il dettaglio delle priorità d’investimento per ognuno degli assi prioritari.


Asse 1- Agenda digitale

• Rafforzare le applicazioni delle TIC per l’e-government, l’e-learning, l’e-inclusion, l’e-culture e l’e-health


Asse 2- Sostenibilità

• sostenere l’efficienza energetica, la gestione intelligente dell’energia e l’uso dell’energia rinnovabile nelle infrastrutture pubbliche, compresi gli edifici pubblici, e nel settore dell’edilizia abitativa

• promuovere strategie per basse emissioni di carbonio per tutti i tipi di territorio, in particolare le aree urbane, inclusa la promozione della mobilità urbana multimodale sostenibile e di pertinenti misure di adattamento e mitigazione


Asse 3- Inclusione

• Migliorare l’accesso a servizi accessibili, sostenibili e di qualità, compresi servizi sociali e cure sanitarie d’interesse generale

• Favorire l’integrazione socioeconomica delle comunità emarginate quali i ROM

• Incrementare strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo

• Favorire l’inclusione attiva, anche per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva, e migliorare l’occupabilità


Asse 4- Infrastrutture per l’inclusione sociale

• Sostenere la rigenerazione fisica, economica e sociale delle comunità sfavorite nelle aree urbane e rurali


Asse 5- Assistenza tecnica

• Assistenza tecnica

Allocazione finanziaria

Risorse complessive PON Metro (risorse comunitarie e cofinanziamento regionale e nazionale): 892,933,334.00 €
L’allocazione dei fondi è differente per regioni più sviluppate, in transizione e meno sviluppate.

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