FESR

226,05 miliardi di euro (di cui circa 9 per la cooperazione territoriale)

Riduzione dei divari, adeguamento strutturale e collaborazione tra regioni d’Europa

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REGIO

Questo paragrafo potrebbe essere ulteriormente aggiornato sulla base degli sviluppi della nuova programmazione comunitaria, nazionale e regionale dei fondi 2021-2027.

Fondi Strutturali – caratteristiche peculiari

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) fa parte dei fondi a gestione indiretta (o per meglio dire, concorrente), che sono cofinanziati dai bilanci nazionali e vengono erogati a enti, organizzazioni e imprese locali attraverso specifici programmi e bandi lanciati da Autorità di gestione regionali (POR) e nazionali (PON). L’utilizzo del termine “Fondo” al posto del termine “Programma” sottolinea appunto questa distinzione fondamentale. Il FESR fa parte dei cosiddetti Fondi Strutturali, insieme a FSE+, FEASR, FEAMP e al Fondo di Coesione

Il FESR condivide molti aspetti (regolamento e alcune finalità e modalità operative) con un altro Fondo, il Fondo di Coesione. Il Fondo di Coesione ha l’obiettivo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell’UE e il suo sviluppo sostenibile fornendo sostegno agli Stati membri con un reddito nazionale lordo per abitante inferiore al 90% della media dell’UE. I territori italiani non sono ammissibili al supporto fornito dal Fondo di Coesione, che è destinato unicamente a Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia. Il Fondo di coesione si concentra principalmente su investimenti ad alta intensità di capitale nell’ambiente e nei trasporti. Le risorse del Fondo di Coesione sono prevalentemente utilizzate per sostenere gli investimenti tramite sovvenzioni.

Come tutti i Fondi Strutturali, il FESR ha una filosofia di fondo e una modalità di gestione particolari. Forniamo in questa sezione, per completezza e coerenza con quanto fatto per i programmi europei, una trattazione delle caratteristiche principali del FESR. Oltre a questa sezione, la nostra Guida dedica altre due sezioni distinte a diversi elementi coperti dal FESR:

  • una sezione approfondisce i POR e i PON, ovvero la programmazione italiana (regionale e nazionale) dei Fondi Strutturali (FESR incluso);

  • un’altra sezione approfondisce i Programmi di Cooperazione Territoriale, che hanno obiettivi e caratteristiche proprie ma che sono ugualmente finanziati dal FESR.

 

I Fondi Strutturali, ed in particolare il FESR, lavoreranno in sinergia con nuovi programmi, come InvestEU e il Meccanismo per una transizione giusta. Le regole di funzionamento dei Fondi Strutturali saranno applicate anche ad altri programmi, come il Fondo asilo, migrazione e integrazione.

Beneficiari potenziali

Enti regionali pubblici e privati; cittadini dell’UE, organizzazioni e imprese pubbliche o private. Per via delle sue caratteristiche (vedi sopra), i progetti finanziati dal FESR hanno normalmente una natura più locale e più “vicina al territorio” rispetto ai programmi comunitari. Bandi e programmi vengono gestiti nella lingua dell’Autorità di gestione e sono normalmente più facilmente accessibili a piccole organizzazioni.

Descrizione e obiettivi

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale ha l’obiettivo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell’Unione europea riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali tra le sue regioni e sostenendo la piena integrazione delle regioni meno sviluppate nel mercato interno dell’UE. Costituisce dunque, insieme al Fondo di Coesione, al FSE+ e al Meccanismo per una transizione giusta, l’espressione della politica di coesione dell’Unione europea. A questo obiettivo principale si uniscono, in questo periodo di programmazione, le priorità della ripresa post-Covid-19 e della transizione verde e digitale.

La gestione del FESR ha un approccio “locale” che gli permette di seguire (pur in coerenza con il quadro UE e nazionale) esigenze di sviluppo e priorità d’investimento in linea con la situazione specifica di ogni territorio. Per via della quantità di fondi erogati e delle sue specifiche modalità di gestione, il FESR ha una vera e propria rilevanza macroeconomica: i suoi finanziamenti possono costituire una fonte importante di investimento pubblico in molti Stati membri – e un catalizzatore per ulteriori finanziamenti pubblici e privati. Le azioni del FESR sono cofinanziate dai bilanci nazionali.

Il FESR persegue tutti i cinque obiettivi stabiliti per i Fondi Strutturali nell’ambito di questo periodo di programmazione:

  • Un’Europa più competitiva e più intelligente (promozione di una trasformazione economica innovativa e intelligente e della connettività regionale nel digitale e nelle telecomunicazioni);

  • Un’Europa più verde e più resiliente (transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio, investimenti “verdi” e “blu”, economia circolare, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione e gestione dei rischi e mobilità urbana sostenibile);

  • Un’Europa più connessa (miglioramento delle infrastrutture e della mobilità);

  • Un’Europa più sociale e inclusiva (attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali);

  • Un’Europa più vicina ai cittadini (promozione dello sviluppo sostenibile e integrato di tutte le tipologie di territori e iniziative locali).

 

I programmi di Cooperazione territoriale, anch’essi finanziati dal FESR, perseguono inoltre due obiettivi addizionali:

  • Una migliore governance della cooperazione (rafforzamento delle capacità istituzionali, della democrazia e della cittadinanza attiva);

  • Un’Europa più sicura (gestione dei valichi di frontiera, della mobilità e della migrazione).

Tipologia di azioni e progetti

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale sostiene con sovvenzioni, appalti e strumenti finanziari gli investimenti e la realizzazione di politiche, servizi di consulenza e studi in una vasta gamma di tematiche:

  • Innovazione e ricerca, transizione digitale, piccole e medie imprese, ambiente e economia a zero emissioni di carbonio;

  • Problemi economici, ambientali e sociali nelle aree urbane, con un’attenzione particolare allo sviluppo urbano sostenibile;

  • Cooperazione tra regioni in diversi Stati membri (nell’ambito della Cooperazione territoriale europea).

 

Come già spiegato, il FESR adotta una modalità di gestione indiretta (ovvero, concorrente), in cui le istituzioni comunitarie (DG Regio), nazionali (ministeri) e regionali collaborano nella pianificazione e nella gestione dei fondi. I bandi vengono dunque lanciati nell’ambito di circa 300 programmi specifici nazionali, regionali e interregionali.

Maggiori informazioni sulle azioni specifiche finanziate nel nostro paese potranno dunque essere reperite nelle apposite sezioni della Guida: Programmi operativi regionali, Programmi operativi nazionali e Programmi di cooperazione territoriale.

I criteri generali di allocazione dei Fondi Strutturali in Italia sono definiti nell’Accordo di Partenariato. Riportiamo qui sotto le allocazioni del FESR e dei programmi cofinanziati dal FESR, come previste nella bozza di Accordo di Partenariato del 16 dicembre 2021 (è possibile consultare qui la bozza e i successivi aggiornamenti).

ALLOCAZIONE GENERALE PER OBIETTIVO TEMATICO

   

   

1.

Un’Europa più intelligente

9.197
milioni di euro

1.I.

Ricerca e innovazione

1.II.

Digitalizzazione

1.III.

Crescita e competitività delle PMI

1.IV.

Competenze per la transizione industriale

1.V.

Rafforzare la connettività digitale

   

   

2.

Un’Europa più verde

8.471
milioni di euro

2.I-II-III.

Energia

2.IV.

Clima e rischi

2.V-VI.

Risorse idriche, gestione dei rifiuti e economia circolare

2.VII.

Biodiversità e inquinamento

2.VIII.

Mobilità urbana sostenibile

   

   

3.

Un’Europa più connessa

1.721
milioni di euro

3.I.

Reti TEN-T

3.II.

Mobilità di area vasta

   

   

4.

Un’Europa più sociale e inclusiva

3.316
milioni di euro

4.I.

Occupazione (in comune con FSE+)

4.II.

Istruzione, formazione e competenze (in comune con FSE+)

4.III-IV-V.

Inclusione e protezione sociale (in comune con FSE+)

4.VI.

Cultura e turismo

   

   

5.

Un’Europa più vicina ai cittadini

2.211
milioni di euro

5.I-II.

Strategie specifiche per lo sviluppo territoriale locale

   

   

 

Allocazione addizionale (Fondo per una Transizione Giusta)

1.425
milioni di euro

   

   

 

Totale FESR

26.341
milioni di euro

POR FESR PER REGIONE
(milioni di euro)

Totale

Contributo
UE

Contributo
Nazionale

Abruzzo

681

272

409

Basilicata

775

542

232

Calabria

2.519

1.763

756

Campania

5.535

3.874

1.660

Emilia-Romagna

1.024

410

615

Friuli-Venezia Giulia

366

146

219

Lazio

1.817

727

1.090

Liguria

653

261

392

Lombardia

2.000

800

1.200

Marche

732

293

439

Molise

319

224

96

PA Bolzano

247

99

148

PA Trento

181

72

109

Piemonte

1.495

598

897

Puglia

4.427

3.010

1.417

Sardegna

1.581

1.107

474

Sicilia

5.859

4.101

1.758

Toscana

1.229

492

737

Umbria

524

209

314

Valle d’Aosta

92

37

55

Veneto

1.031

413

619

PON (milioni di euro)

TOTALE

FESR

FSE+

Altro

Contr. Naz.

Scuola e competenze

3.781

551

1.463

1.767

Innovazione, ricerca, competitività per la transizione e digitalizzazione

5.636

3.573

2.063

Sicurezza e legalità

1.208

725

483

Inclusione e lotta alla povertà

4.080

327

1.817

1.936

Giovani donne e lavoro

5.089

2.683

2.406

METRO plus e città medie Sud

3.003

982

608

1.413

Cultura

648

389

259

Capacità per la coesione

1.267

570

47

650

Fondo per una transizione giusta

1.211

1.030

182

FEAMPA

987

518

469

Principali novità

La nuova programmazione del FESR (e in generale, dei Fondi Strutturali) prevede una semplificazione degli obiettivi tematici, ridotti dagli 11 della precedente programmazione ai 5 citati. La semplificazione ha anche investito le procedure e le norme. È stata mantenuta la regola del disimpegno automatico dei fondi tre anni dopo l’esercizio finanziario (la cosiddetta regola N+3). Le priorità politiche sono state aggiornate, per includere, ad esempio, una maggior concentrazione sugli obiettivi legati alla transizione verde, climatica e digitale. È prevista una maggiore flessibilità durante la riprogrammazione e la revisione intermedia. I tassi di cofinanziamento sono stati ridotti e adattati alle diverse tipologie di regioni.