Domande e risposte

Le risposte ai dubbi e alle domande più frequenti sull’europrogettazione, organizzate per argomenti e di facile consultazione, per approfondire in modo chiaro e diretto aspetti fondamentali.

su questa guida

Sì, la Guida all’Europrogettazione è una piattaforma gratuita: tutti possono accedervi, recuperare materiale, porre domande, partecipare alle iniziative.

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Nei limiti del possibile, la Guida all’Europrogettazione adotta un linguaggio semplice e chiaro, che non richiede particolari competenze di base.

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La Guida è aperta a tutti e sempre online.

Consigliamo di consultarla online da questo sito: è l’esperienza di lettura più completa che permette di approfondire gli argomenti attraverso link interni ed esterni. La piattaforma è pensata per una leggibilità efficace a partire da ogni tipo di dispositivo.

I capitoli della Guida sono pensati per essere facilmente stampati, in forma cartacea o in pdf, se ciò facilita la lettura.

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I materiali della Guida si possono usare a piacimento e condividere liberamente in qualsiasi supporto o formato, purché se ne citi la fonte e non vengano redistribuiti per scopi commerciali o in forme modificate.

La licenza di riferimento è la Creative Commons 4.0 (Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate): https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/

la progettazione europea

La “progettazione europea” o anche “europrogettazione” è l’insieme di attività dirette all’ideazione, stesura e presentazione di progetti in risposta a un bando emanato nel quadro di un programma europeo.

Visita il capitolo Cosa sono i progetti europei di questa Guida per saperne di più.

Per avvicinarsi ai progetti europei servono una “visione europea”, una buona conoscenza del settore di riferimento, capacità di raccogliere e organizzare informazioni, propensione a creare legami e partnership, rigore e innovatività… e molte altre cose ancora.

La nostra Guida fornisce le basi di partenza, gli strumenti per approfondire e per iniziare a cimentarsi con il mondo dei progetti europei.

Per saperne di più, leggi l’articolo completo e consulta gli altri punti di queste Domande e risposte.

È un tema prioritario per gli “addetti ai lavori”. È necessario tenere d’occhio i programmi più interessanti per il vostro settore di intervento, utilizzare le informazioni derivanti dai documenti di pianificazione (ad esempio, i programmi di lavoro annuali o pluriennali) e utilizzare, se necessario, siti e piattaforme che raccolgono le informazioni su bandi pubblicati e in scadenza.

Uno di questi è il servizio InfoBandi di CSVnet, proposto anche nell’ambito della nostra Guida.

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La risposta a questa domanda si colloca in una via di mezzo tra due diversi approcci.

Da una parte, è fondamentale analizzare con accuratezza i criteri previsti da un bando e le sue finalità. D’altra parte, il progetto deve essere l’espressione di un’attività sentita, ben strutturata, precisa e orientata a bisogni reali.

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Una prima e semplice risposta è: praticamente ovunque! Qualunque sia il vostro settore, tenetevi in contatto con le principali reti, associazioni e organizzazioni più attive e rappresentative nell’ambito in cui operate. La partecipazione ad un network regionale, nazionale o (perché no?) europeo può aprire la strada ad un grandissimo numero di opportunità.

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Ormai quasi la totalità dei progetti europei a finanziamento diretto viene presentata per via elettronica, attraverso le pagine web dei singoli programmi e il portale Funding and Tenders della Commissione europea.

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Un progetto che ha buone possibilità di successo è innanzitutto un progetto ben strutturato e pienamente coerente col bando.

Un altro aspetto ricordato nella stessa sezione della Guida riguarda i criteri di monitoraggio e valutazione, che rappresentano dimensioni standard riconosciute a livello internazionale per la formulazione di un buon progetto: oltre ad essere ampiamente trattate nella guida di riferimento sul Project Cycle Management e sul Quadro Logico, ne trovate un’ulteriore trattazione qui. Queste dimensioni sono sicuramente tenute presenti dai valutatori in qualsiasi ambito.

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La nostra Guida dedica ampio spazio al “modo di pensare” i progetti europei e cerca di fornire una risposta alle molte domande riguardanti l’ambito dell’europrogettazione.

Ci sono, però, “domande poco frequenti” che spesso non ci poniamo nell’affrontare i progetti europei, ma che possono fare la differenza.

Principi che diventano estremamente concreti una volta calati e visualizzati nella vita dei nostri progetti.

Quali sono? Per saperne di più, leggi l’articolo completo.

professione europrogettista

Un europrogettista si distingue da altre figure professionali per la conoscenza delle fonti di finanziamento e delle procedure di gestione dei progetti proprie dell’Unione europea e delle istituzioni ad essa collegate: se la maggior parte delle tematiche toccate dalla nostra Guida ti è famigliare, probabilmente sei un europrogettista!

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Il supporto di uno specialista in materia, ovvero di un “europrogettista”, può costituire un vantaggio nella preparazione di un progetto, ma per rispondere con precisione a questa domanda occorre tener presenti molti fattori, tra cui il tipo di progetto, il tipo di organizzazione e il modo in cui quest’ultima si avvicina all’elaborazione della proposta progettuale.

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Preferiamo non consigliare specifici corsi di europrogettazione, consapevoli del fatto che ne esiste un’offerta molto ampia e differenziata in termini di copertura tematica e settoriale.

Possiamo consigliare alcuni importanti criteri: il “curriculum” dell’organizzazione, l’ambito tematico dichiarato, la presenza di momenti di applicazione pratica, le competenze operative dei docenti e il livello di approfondimento.

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Non esista un solo modo per trovarsi a lavorare nell’europrogettazione né un solo modo per essere europrogettisti. Le provenienze e le esperienze possibili sono tante quante sono le persone che si definiscono “europrogettisti”.

Leggi l’articolo completo con i nostri suggerimenti.

europrogettazione e politiche ue

Questa è una domanda complessa, cui rispondiamo attraverso la selezione di alcune domande più specifiche, in successione e a livelli crescenti di approfondimento: leggi l’articolo completo.

All’inizio di ogni periodo di programmazione i vecchi programmi vanno ad esaurimento, mentre gradualmente vengono avviati i nuovi.

I programmi del “vecchio” periodo restano d’attualità per un certo periodo di tempo.

Sui Fondi Strutturali vale dunque la cosiddetta regola “n+3”: sono finanziabili attività su progetti fino al terzo anno successivo al termine del periodo di programmazione.

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La risposta non è facile, perché la situazione è in continua evoluzione e cambia di giorno in giorno, a seconda dei settori e del tipo di progetti.

Le misure restrittive adottate in tutti i paesi europei hanno portato le autorità di gestione dei programmi (a tutti i livelli, europeo, nazionale e regionale) a spostare in avanti le scadenze di molti bandi e i tempi di realizzazione di molti progetti.

La risposta dell’Unione europea sì è vista anche attraverso la messa a disposizione di nuove linee di finanziamento e bandi specifici per il momento di emergenza.

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NGEU, Next Generation EU, lo Strumento (o Programma) per la Ripresa e la Resilienza o (come viene più spesso abbreviato) il Recovery Fund è un tema che occupa sempre più spesso le pagine dei quotidiani nazionali e internazionali e della nostra Guida. Pur nel flusso continuo di notizie, alcuni aspetti possono ancora risultare poco chiari.

Leggi l’articolo completo per una carrellata di domande e risposte.

Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) è uno strumento parallelo rispetto al quadro giuridico dell’UE.

Nonostante le differenze, può essere considerato a giusto titolo un “cugino” finanziario dello Strumento per la Ripresa (c.d. Recovery Fund): le sue finalità, le sue modalità di finanziamento e il suo funzionamento hanno effettivamente dei punti in comune con il Recovery Fund.

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Le organizzazioni britanniche potranno continuare a partecipare normalmente ai progetti del periodo di programmazione 2014-2020, mentre avranno lo status di “organizzazioni di paesi terzi” per i progetti del prossimo periodo di programmazione (2021-2027).

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La capacità di assorbimento dei fondi indica la capacità di “far buon uso dei fondi” in un senso molto specifico: misurando quanto dei fondi inizialmente previsti viene 1) programmato per un uso specifico, 2) assegnato ai beneficiari per la realizzazione di progetti e, infine, 3) effettivamente speso per attività svolte.

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I Sustainable Development Goals (o SDGs, in italiano Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile) sono obiettivi comuni che si è data la comunità internazionale (tutti i 193 paesi membri dell’ONU) per favorire lo sviluppo sostenibile del pianeta. Sono utilizzati sia in ambito internazionale, sia in ambito nazionale.

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Forse non tutti sanno che… possiamo “dire la nostra” alla Commissione europea attraverso un apposito portale (chiamato appunto, “Di’ la tua”) in cui, giorno dopo giorno, vengono proposti temi di dibattito su cui i cittadini e le organizzazioni di tutti i paesi d’Europa possono esprimere le loro opinioni e i loro suggerimenti.

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