Happy New Year, NextGenerationEU

Happy New Year, NextGenerationEU

Ben ritrovati sulla nostra Guida e buon 2021! È per tutti un anno particolarmente carico di speranze e di aspettative. Per chi si occupa di progetti europei segna l’inizio di una nuova programmazione ed è caratterizzato da una grandissima novità: Next Generation EU. 

Abbiamo già parlato di NGEU in tutti i post della nostra Guida dedicati al nuovo periodo di programmazione. Ma che cos’è davvero e come dovrebbe funzionare? Iniziamo il nuovo anno con un approfondimento di sicuro interesse. Buona lettura!

Definizione

Per iniziare, prendiamo in prestito la definizione fornita dalla Commissione europea:

“NextGenerationEU è uno strumento di ripresa temporaneo da 750 miliardi di euro che consentirà alla Commissione di ottenere fondi sul mercato dei capitali. Tale strumento contribuirà a riparare i danni economici e sociali immediati causati dalla pandemia di coronavirus, per creare un’Europa post COVID-19 più verde, digitale, resiliente e adeguata alle sfide presenti e future.”

Fino a qui tutto sembra semplice, ma la varietà di termini utilizzata dalle istituzioni e dai media può creare un po’ di confusione:

  • NextGenerationEU viene spesso abbreviato in “NGEU” e (coerentemente con la suddetta definizione) viene anche definito “Strumento per la Ripresa”, “Recovery Instrument” o “Recovery Package”;
  • La parte più consistente di NGEU è rappresentata dal “Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza” o “Recovery and Resilience Facility”, ma non è l’unica;
  • La denominazione “Recovery Fund” spesso utilizzata dai media si può riferire alla dotazione finanziaria di NGEU, ma più spesso si riferisce alla dotazione finanziaria del “Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza”;
  • NGEU costituisce una grossa fetta della dotazione finanziaria comunitaria a partire da quest’anno, in aggiunta al Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) o Multiannual Financial Framework (MFF), ovvero al bilancio “ordinario” dell’Unione europea.

NGEU rappresenta un punto di svolta, in quanto sarà finanziato da obbligazioni emesse dall’Unione europea. Su iniziativa del Parlamento europeo, NGEU ha anche dato nuovo stimolo all’estensione delle “risorse proprie” dell’Unione europea (i fondi non dipendenti da un contributo diretto degli Stati membri) e all’introduzione di condizionalità (tra cui il rispetto dello stato di diritto) per l’utilizzo dei fondi.

Evoluzione e tempistica.

Abbiamo già parlato nella nostra Guida delle origini di NextGenerationEU, per cui non forniremo troppi dettagli sugli aspetti più generali (qui un ulteriore sommario, per chi se lo fosse perso). Ma è utile ricapitolare la strada percorsa da NGEU e quanto ancora resta da fare per arrivare all’effettivo utilizzo dei fondi.

  • Tutto è iniziato all’inizio dell’anno con i diversi strumenti in risposta alla pandemia messi in campo dalle istituzioni comunitarie. NextGenerationEU e l’iniziativa ReactEU (una delle componenti di NGEU) ne sono gli eredi e ne costituiscono l’aspetto più “strutturale”;
  • Il Consiglio ha deliberato l’istituzione di NGEU durante il summit europeo del 21 luglio scorso, teatro di un negoziato lungo e sofferto tra i rappresentanti degli Stati membri in merito all’architettura dei fondi europei di questo settennio;
  • Dal 21 luglio in poi, il Quadro Finanziario del periodo 2021-2027 e NGEU sono evoluti di pari passo nel dibattito e nelle decisioni delle istituzioni comunitarie. Dopo una fase di impasse, a metà dicembre il Consiglio ha finalmente approvato il “pacchetto” di regolamenti relativi a NGEU e al nuovo Quadro Finanziario, seguito dal Parlamento europeo;
  • Tuttavia, affinché NextGenerationEU entri in vigore, sono ancora necessarie alcune condizioni: 1) la ratifica della decisione sulle risorse proprie da parte degli Stati membri; 2) l’approvazione dei regolamenti specifici per gli strumenti finanziati da NGEU (spiegati nel dettaglio più sotto); 3) la presentazione e l’approvazione dei Piani Nazionali di Recupero e di Resilienza, ovvero della pianificazione dell’utilizzo del Recovery Fund a livello nazionale;

La Commissione europea e gli Stati membri si sono da tempo attivati per definire il quadro strategico e operativo per l’utilizzo dei fondi di NGEU. Potete consultare qui il piano strategico della Commissione, la struttura suggerita per i piani nazionali e le indicazioni della Commissione agli Stati membri. Le linee guida per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (abbreviato in PNRR) sono state definite per l’Italia a metà settembre (qui in versione estesa e sintetica) e sono state approvate dal Parlamento a metà ottobre;

Una bozza di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è da tempo disponibile ed è stata pubblicata su vari media italiani ad inizio dicembre.
Tuttavia la bozza è in un continuo processo di revisione ed è argomento di un vivace dibattito tra le forze politiche italiane. La bozza più recente risale ad oggi. Poiché il documento è in continua evoluzione, in questa analisi faremo riferimento alla bozza più “storica” di dicembre, integrando gli ultimi dati disponibili. Forniremo inoltre un aggiornamento non appena sarà disponibile un documento ufficiale;

  • Le tempistiche sono ancora indicative: il piano italiano dovrebbe essere finalizzato “ad inizio anno”. In ogni caso, il termine ultimo per la sua presentazione alla Commissione è il 30 aprile. I piani nazionali saranno negoziati con le autorità comunitarie. La disponibilità effettiva dei fondi è prevista “a partire dalla tarda primavera”;
  • È importante ricordare che NGEU prevede che il 70% dei fondi dovrà essere reso disponibile entro la fine del 2022, il restante 30% entro la fine del 2023 (impegno dei fondi) e che l’utilizzo dei fondi (pagamenti effettivi) potrà protrarsi fino a fine 2026;

Le evoluzioni dello Piano per la Ripresa e la Resilienza sono documentati dai principali quotidiani e media nazionali, in virtù dell’ampio dibatitto politico in corso su questa materia. Per aggiornamenti ufficiali consigliamo di fare riferimento al sito del Dipartimento per le Politiche Europee, con particolare riferimento ad alcuni “tag” – chiave: Recovery Fund, Recovery Plan, PNRR, NextGenerationEU, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Composizione.

Poiché la terminologia può creare un po’ di confusione, il modo migliore per fare chiarezza sulla struttura di NGEU è riassumere in un piccolo schema tutte le sue componenti, associandole alla rispettiva dotazione finanziaria. I termini in inglese vi saranno utili per consultare alcune ottime infografiche elaborate dal Consiglio europeo. In ordine (dal più generale al più specifico) le infografiche illustrano: 1) il pacchetto totale di “fondi europei” disponibile nel settennio appena iniziato; 2) la composizione di NextGenerationEU; 3) la composizione e il funzionamento della “Recovery and Resilience Facility”.

Proviamo anche noi, qui sotto, a fornire un piccolo prospetto di sintesi. I dati sono in miliardi di euro.

  • Budget totale per il periodo 2021-2027 1.824,3 mld di cui:
    1. Budget “ordinario” (QFP / MFF) 1.074,3 mld €
    2. NextGenerationEU 750,0 mld € di cui:
      • Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza 672,5 mld € di cui:
        • Prestiti agevolati agli Stati Membri 360,0 mld €
        • Sovvenzioni destinate agli Stati Membri (* a) 312,5 mld €
      • Altre sovvenzioni (* b) 77,5 mld € di cui:
        • Iniziativa ReactEU 47,5 mld €
        • Orizzonte Europa 5,0 mld €
        • Orizzonte Europa 5,0 mld €
        • Sviluppo rurale (FEASR) 7,5 mld €
        • Fondo per una transizione giusta 10,0 mld €
        • RescEU 1,9 mld €
  • Totale sovvenzioni di NextGenerationEU (* a+b) 390,0 mld €

Questa composizione implica, tra le altre cose:

  • un peso molto importante di NGEU sul totale delle risorse disponibili in questo settennio (più del 40% del totale delle risorse verranno dal NGEU);
  • un peso preponderante del Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza sul totale delle risorse di NGEU (il Dispositivo assorbe circa il 90% dei fondi. Da questo deriva la frequente confusione terminologica tra NGEU e Dispositivo);
  • un ruolo molto importante degli Stati Membri, cui è demandata la gestione della maggior parte dei fondi di NGEU (oltre che dei Fondi Strutturali, parte del budget “ordinario” dell’Unione). Da questo deriva l’acceso dibattito a livello nazionale sull’utilizzo e sulla governance dei fondi di NGEU;
  • una certa complementarietà tra NextGenerationEU e budget “ordinario”: entrambi contribuiscono al finanziamento di alcuni fondi o programmi, tra cui ad esempio il FEASR o Orizzonte Europa. Da questo deriva l’interesse di europrogettisti e lettori della nostra Guida nei confronti di NGEU;
  • la presenza di “volti nuovi” tra i programmi e le iniziative finanziati per il prossimo settennio, come ReactEU, RescEU e il Fondo per una transizione giusta. Avremo modo di approfondire a breve questi programmi sulle pagine della nostra Guida.

NextGenerationEU in Italia.

Possiamo utilizzare lo stesso schema per fornire una stima dei fondi di NextGenerationEU spettanti all’Italia. Si tratta di una stima provvisoria: i valori potrebbero subire variazioni e presentano alcune discrepanze tra le varie fonti. La stima che proponiamo qui sotto è tratta dalla bozza di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del 6 dicembre, circolata sui media italiani.

I dati corrispondono a quelli dell’attuale bozza e sono espressi in milioni di euro. Tra parentesi (in percentuale) la proporzione spettante all’Italia rispetto al totale dei fondi messi a disposizione dell’UE.

  • NextGenerationEU 208.643 mln, € 27,8 % di cui:
    1. Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza 193.033 mln €, 28,7 % di cui:
      • Prestiti agevolati agli Stati Membri 127.561 mln €, 35,4 %
      • Sovvenzioni destinate agli Stati Membri (* a) 65.472 mln €, 21,0 %
    2. Altre sovvenzioni (* b) 15.610 mln €, 20,1 % di cui:
      • Iniziativa ReactEU 13.496 mln €, 28,4 %
      • Orizzonte Europa 497 mln €, 9,9 %
      • Fondo InvestEU – mln € 0,0%
      • Sviluppo rurale (FEASR) 846 mln €, 11,3 %
      • Fondo per una transizione giusta 535 mln €, 5,4 %
      • RescEU 236 mln €, 12,4 %
  • Totale sovvenzioni di NextGenerationEU (* a+b) 81.082 mln€, 20,8 %

Questa composizione implica, tra le altre cose, un beneficio molto importante per l’Italia, che riceverà quasi il 30% dei fondi totali di NGEU, pur distribuiti su 27 paesi. Questo permette di comprendere l’importanza di quest’opportunità per il nostro paese, a più riprese sottolineata dai media e dalle istituzioni.

Contenuti (il quadro comune).

Non è ancora possibile definire con precisione i contenuti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e, di conseguenza, la natura e il funzionamento dei finanziamenti, dei progetti e delle azioni che saranno lanciati in Italia nell’ambito di NGEU. Tuttavia è possibile fornire alcune anticipazioni, sulla base delle linee guida fornite a livello comunitario (cui dovranno attenersi tutti gli Stati membri).

Innanzitutto, la definizione delle priorità e la formulazione dei vari PNRR dovranno tener conto:

  • Di quattro principi fondamentali volti garantire una crescita sostenibile, ovvero:
    1) Transizione verde: ogni piano dovrà includere almeno il 37% di spesa per ambiente e lotta al cambiamento climatico;
    2) Transizione digitale e produttività: ogni piano dovrà includere il 20% di spesa per il settore digitale;
    3) Equità: ogni piano dovrà includere misure per le pari opportunità, l’istruzione inclusiva, condizioni di lavoro eque e una protezione sociale adeguata;
    4) Stabilità macroeconomica: ogni piano dovrà preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine, puntando a un potenziamento degli investimenti e della qualità delle finanze pubbliche;
  • Delle raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri negli ultimi anni: qui quelle per l’Italia del 2019 e del 2020 e i rapporti-paese (più ampi e descrittivi) della Commissione europea per il 2019 e 2020. Le raccomandazioni del 2020 riguardano aspetti ampiamente condivisi e in parte ripresi nei quattro suddetti principi:
    1) preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine, puntando al potenziamento degli investimenti, alla qualità delle finanze pubbliche e al rafforzamento del sistema sanitario;
    2) fornire redditi sostitutivi e un accesso al sistema di protezione sociale adeguati, attenuare l’impatto della crisi sull’occupazione e rafforzare il miglioramento delle competenze;
    3) garantire l’accesso alla liquidità per le imprese (soprattutto PMI, imprese innovative e lavoratori autonomi), promuovere investimenti pubblici virtuosi, innovativi e sostenibili;
    4) migliorare l’efficienza del sistema giudiziario e il funzionamento della pubblica amministrazione;
  • Della risposta a sette sfide comuni (o iniziative-faro) indicate come prioritarie nel documento strategico della Commissione europea, ovvero:
    1) Power up (premere sull’acceleratore) – anticipare la diffusione delle tecnologie pulite e lo sviluppo e l’uso delle energie rinnovabili;
    2) Renovate (ristrutturare) – migliorare l’efficienza energetica e delle risorse degli edifici pubblici e privati;
    3) Recharge and refuel (ricaricare e rifornire) – promuovere tecnologie pulite per accelerare l’uso di sistemi di trasporto sostenibili, accessibili e intelligenti;
    4) Connect (connettere) – incrementare l’accesso a servizi a banda larga rapidi per cittadini e imprese;
    5) Modernise (modernizzare) – modernizzare, rendere accessibili a tutti e maggiormente interoperabili a livello UE i principali servizi pubblici digitali;
    6) Scale-up (espandere): aumentare le capacità industriali europee di cloud di dati e le capacità di sviluppare i processori più potenti, all’avanguardia e sostenibili utili alla transizione digitale dell’UE;
    7) Reskill and upskill (riqualificare e aggiornare le competenze) – promuovere ingenti investimenti nella riqualificazione e nell’aggiornamento delle competenze utili alla transizione verde e digitale;
  • Di un calendario realistico, considerando:
    1) i limiti imposti per l’impegno dei fondi (70% dei fondi impegnati entro la fine del 2022, 100% dei fondi impegnati entro la fine del 2023, 100% dei pagamenti effettuati entro la a fine del 2026);
    2) che in caso di mancato rispetto della “tabella di marcia” (a livello di impegno / erogazione dei fondi, ma anche di raggiungimento dei target previsti dagli indicatori di ogni Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) l’accesso ai fondi potrà essere sospeso. Un Comitato economico e finanziario supporterà la Commissione europea nell’analisi del conseguimento dei target (intermedi e finali) e l’eventuale sospensione sarà soggetta all’approvazione del Consiglio europeo. Si tratta del cosiddetto “freno di emergenza” caldamente richiesto da alcuni paesi per evitare un uso improprio o inefficace dei fondi.
    Quest’ultimo aspetto è molto rilevante per l’Italia, che ha tempistiche e percentuali di “assorbimento” dei fondi europei inferiori meno soddisfacenti rispetto ad altri paesi.

Contenuti (quadro provvisorio per l’Italia).

Come già ricordato, è ancora prematuro fornire un quadro dei contenuti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’Italia. Proponiamo comunque qui di seguito alcune indicazioni ricavate dalla bozza di PNRR del 6 dicembre, come primo quadro di orientamento, con dati e indicazioni comparative tratte dall’attuale bozza. I dati e le cifre sono comunque provvisori e in continua evoluzione.

  • Il Piano prevede quattro linee strategiche fondamentali (tre nella più recente bozza):
    1) Modernizzazione del Paese;
    2) Transizione ecologica;
    3) Inclusione sociale e territoriale;
    4) Parità di genere (non presente nella più recente bozza);
  • Nella bozza di dicembre, il Piano propone quattro sfide principali:
    1) Ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica;
    2) Migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell’Italia;
    3) Sostenere la transizione verde e digitale;
    4) Innalzare il potenziale di crescita dell’economia e la creazione di occupazione;
  • Nella bozza più recente, prevede invece tre priorità trasversali:
    1) Parità di genere;
    2) Giovani;
    3) Sud e riequilibrio territoriale
    (aspetti che, in quanto trasversali, non compaiono più esplicitamente nelle seguenti aree tematiche);
  • Il Piano prevede sei aree tematiche o missioni, declinate come segue. Tra parentesi, indichiamo le attuali stime di allocazione finanziaria, rispettivamente nella bozza del 6 dicembre e del 12 gennaio (al netto di alcune piccole differenze terminologiche tra i titoli delle rubriche nelle due versioni):

    1) Digitalizzazione, innovazione competitività e cultura
    (48,7 mld € – 45,4 mld €)
    – Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA
    (10,1 mld € – 11,5 mld €)
    – Innovazione, competitività, digitalizzazione 4.0 e internazionalizzazione
    (35,5 mld € – 25,9 mld €)
    – Cultura e turismo
    (3,1 mld € – 8,0 mld €)

    2) Rivoluzione verde e transizione ecologica

    (74,3 mld € – 66,59 mld €)
    – Impresa verde ed economia circolare
    (6,3 mld € – 5,2 mld €)
    – Transizione energetica e mobilità locale sostenibile
    (18,5 mld € – 17,5 mld €)
    – Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
    (40,1 mld € – 29,0 mld €)
    – Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica
    (9,4 mld € – 14,8 mld €)

    3) Infrastrutture per una mobilità sostenibile

    (27,7 mld € – 32,0 mld €)
    – Alta velocità di rete e manutenzione stradale
    (23,6 mld € – 28,3 mld €)
    – Intermodalità e logistica integrata
    (4,1 mld € – 3,7 mld €)

    4) Istruzione e ricerca

    (19,2 mld € – 26,7 mld €)
    – Potenziamento della didattica e diritto allo studio
    (10,1 mld € – 15,4 mld €)
    – Dalla ricerca all’impresa
    (9,1 mld € – 11,3 mld €)

    5) Parità di genere, coesione sociale e territoriale

    (17,1 mld € – 21,3 mld €)
    – Parità di genere
    (4,2 mld € – 0 mld €)
    – Giovani e politiche del lavoro
    (3,2 mld € – 6,7 mld €)
    – Vulnerabilità, inclusione sociale, sport e terzo settore
    (5,9 mld € – 10,5 mld €)
    – Interventi speciali di coesione territoriale
    (3,8 mld € – 4,2 mld €)

    6) Salute

    (9,0 mld € – 18,0 mld €)
    – Assistenza di prossimità e telemedicina
    (4,8 mld € – 7,5 mld €)
    – Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria
    (4,2 mld € – 10,5 mld €)

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente (pur mantenendo un certo livello di sintesi), proponiamo in coda a questo post la lista degli interventi previsti dalla più recente bozza di PNRR, per ognuna delle sue sei aree tematiche (o missioni) e delle relative componenti. Il PNRR presenta una descrizione sintetica di ognuno degli interventi.

Governance.

Come saranno gestiti i fondi, la programmazione e i progetti di NGEU in Italia, nell’ambito del nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

Questo aspetto (che il PNRR è chiamato a definire) è particolarmente controverso e oggetto di vivace dibattito tra le forze politiche. Una governance efficace è fondamentale per garantire l’uso dei fondi e il raggiungimento degli obiettivi, conformemente al calendario e ai target definiti PNRR. Come già ricordato, eventuali ritardi o il mancato raggiungimento degli obiettivi possono avere conseguenze sull’erogazione dei fondi.

La governance a livello comunitario è definita come segue:

  • la Commissione europea veglia sui Piani Nazionali ed è supportata da Comitato economico e finanziario nell’analisi del conseguimento dei target da parte dei vari paesi;
  • il Consiglio ha l’ultima parola qualora si riscontrino ritardi o discrepanze nell’avanzamento dei Piani Nazionali e fosse richiesta una sospensione dei fondi (ovvero l’attivazione del cosiddetto “freno di emergenza”).
  • la Commissione europea veglia sui Piani Nazionali ed è supportata da Comitato economico e finanziario nell’analisi del conseguimento dei target da parte dei vari paesi;
  • il Consiglio ha l’ultima parola qualora si riscontrino ritardi o discrepanze nell’avanzamento dei Piani Nazionali e fosse richiesta una sospensione dei fondi (ovvero l’attivazione del cosiddetto “freno di emergenza”).

La bozza del PNRR italiano prevedeva, a titolo provvisorio (6 dicembre):

  • un Comitato Esecutivo composto da Presidente del Consiglio, Ministro dell’Economia e Ministro dello Sviluppo Economico. Il Comitato Esecutivo ha ampi poteri di coordinamento ed indirizzo generale: aggiorna il CIAE (vedi sotto) e gli sottopone le questioni di maggior rilievo; riferisce alle Camere con cadenza trimestrale; indirizza e coordina l’attività dei Responsabili di missione (vedi sotto); esamina ogni questione formulata dai singoli Ministri (e rimanda ai singoli Ministri le questioni di loro competenza);
  • un ruolo di Referente unico (nei confronti della Commissione europea) per il Ministro per gli Affari Europei, di concerto con il Ministro degli Esteri;
  • un ruolo del Comitato Interministeriale per gli Affari Europei (CIAE) e del suo Comitato Tecnico di Valutazione conforme alle sue prerogative istituzionali. Il CIAE è la struttura governativa votata alla definizione delle linee politiche dell’Italia in sede europea, già attiva nella definizione delle linee-guida del PNRR e del PNRR stesso;
  • Una “Task Force” interministeriale (la cui costituzione – ancora incerta – è stata oggetto di opposizione e dibattito). Nell’ambito di questa Task Force ognuno degli ambiti tematici del PNRR avrebbe un Responsabile di missione, coadiuvato da una squadra di tecnici, da selezionare tra “personale delle Pubbliche amministrazioni, personale di società pubbliche in house o partecipate, collaboratori nonché consulenti o esperti, anche estranei alla Pubblica amministrazione”. La bozza provvisoria di PNRR assegna ai Responsabili di missione ampi poteri in termini di impulso e coordinamento operativo, di vigilanza e monitoraggio nei confronti dei soggetti attuatori, di segnalazione e pubblicazione di informazioni e di risoluzione dei problemi legati all’implementazione del PNRR nel loro settore tematico;
  • Una Conferenza dei Responsabili di missione (che comprende un Coordinatore e un Direttore amministrativo), un Comitato di responsabilità sociale (consultivo, composto da rappresentanti delle forze produttive, dell’università e della ricerca), un “Fondo di rotazione per l’attuazione del PNRR Italia” e specifiche procedure amministrativo-contabili per la gestione delle risorse e per la rendicontazione.

Questa struttura potrebbe essere notevolmente modificata nell’ambito del dibattito politico attualmente in corso.

Continuate a seguirci, vi terremo aggiornati!

Lista indicativa degli interventi (bozza di PNRR del 12 gennaio)

Il PNRR presenta una descrizione sintetica ed una allocazione di budget indicativa per ognuno di questi interventi.

DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITA’ E CULTURA [45.4 mld €]

Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A. [11.5 mld €]

  • Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione
  • Infrastrutture digitali e cyber security
  • Dati e interoperabilità
  • Cittadinanza Digitale, Servizi e Piattaforme Abilitanti
  • Modernizzazione della PA
  • PA capace: reclutamento di capitale umano
  • PA Competente: rafforzamento e valorizzazione del capitale umano
  • PA semplice e connessa: semplificazione delle procedure amministrative, digitalizzazione dei processi
  • PA Smart: creazione di Poli Territoriali per il reclutamento, la formazione, il co-working e lo smart-working
  • Innovazione organizzativa della Giustizia
  • Risorse umane per il rafforzamento dell’ufficio del processo nuove posizioni organizzative
  • Superamento della disomogeneità fra i vari tribunali

Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo [25.9 mld €]

  • Transizione 4.0
  • Innovazione e tecnologia dei microprocessori
  • Digitalizzazione PMI e Fondo di Garanzia
  • Banda Larga, 5G
  • monitoraggio satellitare
  • Connessioni Veloci
  • Costellazione satellitare e Istituto Nazionale di Osservazione della Terra
  • Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione

Turismo e Cultura 4.0 [8.0 mld €]

  • Patrimonio culturale Next Generation
  • Potenziamento del piano strategico grandi attrattori turistico-culturali
  • Piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale
  • Miglioramento dell’accessibilità fisica
  • Caput Mundi. Interventi sul patrimonio artistico-culturale di Roma
  • Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà)
  • Siti minori, aree rurali e periferie
  • Piano nazionale borghi
  • Patrimonio storico rurale
  • Programma Luoghi identitari, Periferie, Parchi e giardini storici
  • Sicurezza antisismica dei luoghi di culto e restauro patrimonio FEC
  • Turismo e Cultura 4.0
  • Cultura 4.0: Formazione Turistica e iniziative per la diffusione culturale nelle scuole
  • Supporto agli operatori culturali nella transizione green e digitale
  • “Percorsi nella storia” – Turismo lento
  • Miglioramento delle infrastrutture di ricettività e dei servizi turistici

RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA [66.6 mld €]

Impresa Verde ed Economia Circolare [5.2 mld €]

  • Agricoltura sostenibile
  • Economia circolare e valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti
  • Realizzazione di nuovi impianti e ammodernamento degli impianti esistenti per il riciclo
  • Progetti a bando di economia circolare per riconversione processi industriali
  • Transizione ecologica nel Mezzogiorno

Transizione energetica e mobilità locale sostenibile [17.5 mld €]

  • Produzione e distribuzione di rinnovabili e sostegno alla filiera
  • Fonti di Energia Rinnovabile (FER)
  • Sostegno alla filiera rinnovabili
  • Infrastrutture di rete e smart grids
  • Progetti dei Comuni in linea con PNIEC
  • Investimenti nella filiera dell’idrogeno
  • Trasporti locali sostenibili, ciclovie e rinnovo parco rotabile

Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici [29.0 mld €]

  • Efficientamento edifici pubblici
  • Programma di risanamento strutturale degli edifici scolastici
  • Efficientamento edifici demanio statale
  • Programma di realizzazione di nuove scuole
  • Programma “Safe, green and social” per l’edilizia residenziale pubblica
  • Efficientamento energetico e riqualificazione edifici pubblici delle aree metropolitane
  • Efficientamento cittadelle giudiziarie
  • Efficientamento energetico e sismico edilizia residenziale privata e pubblica

Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica [14.8 mld €]

  • Interventi sul dissesto idrogeologico
  • Infrastrutture verdi urbane
  • Forestazione e tutela dei boschi
  • Invasi e gestione sostenibile delle risorse idriche
  • Infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento
  • Resilienza dell’agrosistema irriguo (compresa digitalizzazione e monitoraggio delle reti)
  • Reti di distribuzione idrica e digitalizzazione reti di monitoraggio
  • Fognature e depurazione
  • Resilienza, valorizzare del territorio e efficientamento energetico dei comuni
  • Sistemi di gestione rifiuti raccolti a mare nelle aree portuali

INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE [32.0 mld €]

Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale 4.0 [28.3 mld €]

  • Opere ferroviarie per la mobilità e la connessione veloce del Paese
  • Interventi Alta Velocità e miglioramento della velocità, frequenza e capacità di collegamenti ferroviari esistenti
  • Programmi European Rail Transport Management Systems (ERTMS)
  • Programma nodi e Programma direttrici – Sviluppo e upgrading infrastrutturale e tecnologico. Resilienza tratte appenniniche di collegamento con i principali nodi.
  • Rinnovo locomotori rotabili e infrastrutture trasporto merci
  • Linee Regionali – integrazione AV con il trasporto regionale (ferrovie interconnesse) e adeguamento ferrovie regionali urbane
  • Upgrading, elettrificazione e resilienza al sud
  • Piano stazioni al sud
  • Messa in sicurezza e monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti
  • Predisposizione nelle autostrade A24-A25 di un sistema di monitoraggio dinamico per controlli da remoto ed interventi di messa in sicurezza sulle opere d’arte (ponti, viadotti, cavalcavia e gallerie)
  • Predisposizione sulla rete di un sistema di monitoraggio dinamico per controlli da remoto sulle opere d’arte (ponti, viadotti, cavalcavia e gallerie) ed attuazione degli interventi nei punti di maggior criticità e digitalizzazione delle infrastrutture stradali

Intermodalità e logistica integrata [3.7 mld €]

  • Progetto integrato Porti d’Italia
  • Porti e intermodalità collegati alle grandi linee di comunicazione europea e nazionali e per lo sviluppo dei porti del Sud
  • Green ports e cold ironing
  • Digitalizzazione aeroporti e sistemi logistici
  • Digitalizzazione dei sistemi logistici del Paese, inclusi aeroporti

ISTRUZIONE E RICERCA [26.7 mld €]

Potenziamento delle competenze e diritto allo studio [15.4 mld €]

  • Accesso all’istruzione e riduzione dei divari territoriali
  • Alloggi per studenti
  • Borse di studio e accesso gratuito all’università
  • Fondo Tempo pieno Scuola
  • Riduzione dei divari territoriali nelle competenze e contrasto all’abbandono scolastico
  • Piano Asili Nido e servizi integrati
  • Potenziamento scuole dell’infanzia (3-6 anni) e sezioni “primavera”
  • Competenze STEM e multilinguismo
  • Didattica digitale integrata e formazione continua del personale scolastico
  • Competenze STEM e multilinguismo per professori e studenti
  • Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuove aule didattiche e laboratori
  • Didattica e competenze universitarie avanzate
  • Istruzione professionalizzante e ITS
  • Sviluppo e riforma degli ITS
  • Formazione professionalizzante e collaborazione università – territori
  • Orientamento attivo nella transizione scuola-università

Dalla ricerca all’impresa [11.3 mld €]

  • Rafforzamento di Ricerca e Sviluppo e delle iniziative IPCEI
  • Partenariati allargati estesi a Università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca di base
  • Finanziamento giovani ricercatori
  • Accordi per l’Innovazione
  • IPCEI, Partenariati in ricerca e Innovazione
  • Fondo programma nazionale della ricerca
  • Nuovi PRIN – Ricerche su temi di rilevante interesse nazionale
  • Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca
  • Trasferimento di tecnologia e sostegno all’innovazione
  • Ecosistemi dell’innovazione e campioni territoriali di R&S
  • Potenziamento strutture di ricerca e creazione di campioni nazionali di R&S su Key Enabling Technologies (Agritech, Fintech, IA, Idrogeno, Biomedics)
  • Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria
  • Dottorati innovativi per le imprese e immissione di ricercatori nelle imprese
  • Dottorati e ricercatori green e innovazione

INCLUSIONE E COESIONE [21.3 mld €]

Politiche per il Lavoro [6.7 mld €]

  • Politiche attive del lavoro e sostegno all’occupazione
  • Politiche attive del lavoro e formazione
  • Sostegno all’imprenditoria femminile
  • Apprendistato duale
  • Piano nuove competenze
  • Fiscalità di vantaggio per il lavoro al sud e nuove assunzioni di giovani e donne
  • Servizio civile universale

Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore [10.5 mld €]

  • Servizi socio-assistenziali, disabilità e marginalità
  • Infrastrutture sociali nei Comuni e coinvolgimento del Terzo Settore
  • Percorsi di autonomia per i disabili
  • Housing temporaneo e Stazioni di Posta
  • Interventi previsti dal Family Act
  • Rigenerazione urbana e Housing sociale
  • Rigenerazione urbana
  • Housing sociale
  • Sport e periferie

Interventi speciali di coesione territoriale [4.2 mld €]

  • Strategia nazionale per le aree interne
  • Interventi per le Aree del Terremoto
  • Ecosistemi dell’innovazione al Sud in contesti urbani marginalizzati
  • Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

SALUTE [18.0 mld €]

Assistenza di prossimità e telemedicina [7.5 mld €]

  • Potenziamento assistenza sanitaria e rete territoriale
  • Casa della Comunità e presa in carico della persona
  • Casa come primo luogo di cura. Assistenza domiciliare
  • Sviluppo delle cure intermedie
  • Salute, Ambiente e Clima. Sanità pubblica ecologica

Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria [10.5 mld €]

  • Ammodernamento tecnologico e digitale
  • Ammodernamento parco tecnologico e digitale ospedaliero
  • Ospedali
  • Fascicolo Sanitario Elettronico e raccolta, elaborazione e analisi dei dati a livello centrale
  • Ricerca e trasferimento tecnologico e formazione
  • Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN
  • Ecosistema innovativo della salute
  • Sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali dei professionisti in sanità