Come scegliere un corso di progettazione europea?

Come scegliere un corso di progettazione europea?

Con questo nuovo aggiornamento affrontiamo una domanda che riceviamo molto frequentemente da chi si avvicina al nostro mondo: come scegliere un buon corso di progettazione europea?

Proviamo a rispondere con un necessario preambolo e con qualche suggerimento!

D: Potete consigliarmi un valido corso di europrogettazione? Come scegliere un buon corso di progettazione europea?

R: Un necessario preambolo. Preferiamo non consigliare specifici corsi di europrogettazione, consapevoli del fatto che:

  • Ne esiste un’offerta molto ampia, che non possiamo monitorare e soprattutto testare per poterne garantire la qualità. Né esiste, ad oggi, un albo ufficiale che definisca criteri oggettivi cui debba conformarsi chi opera in questo settore. Inoltre, ogni nostra indicazione specifica potrebbe escludere un certo numero di corsi altrettanto validi e meritevoli di essere suggeriti. Non vogliamo dare consigli poco attendibili (tantopiù visto che i corsi possono essere a pagamento) né discriminare ottimi corsi che non abbiamo la fortuna di conoscere!
  • L’attività di europrogettazione è per natura molto ampia e multisettoriale. Ogni corso copre di norma con maggior efficacia un certo ambito settoriale o una specifica tipologia di finanziamenti. Anche l’applicazione delle tecniche di europrogettazione può essere molto diversa a seconda del livello di conoscenza della materia e del tipo di lavoro svolto (free lance, associazione, ente pubblico, università, società privata, ecc.). È difficile trovare un corso davvero adatto a tutti!
  • L’europrogettazione è per natura un’attività molto pratica e in costante aggiornamento. Un corso di progettazione europea può fornire ottime indicazioni generali, tecniche efficaci e spunti interessanti, ma l’aspetto più importante resta la sperimentazione diretta, possibilmente nel proprio ambito settoriale e professionale. Un corso è importante, ma è altrettanto importante buttarsi, documentarsi e provare!
  • La nostra stessa Guida è uno strumento di auto-formazione, i cui contenuti riprendono molti aspetti trattati dai corsi di europrogettazione. Consigliamo dunque di sfruttare al massimo le potenzialità della nostra Guida, come strumento integrativo rispetto ad un buon corso. Oltre ai sei capitoli principali della Guida (generali 1 | 2 | 3  e specifici per programma 4 | 5 | 6 ), non dimenticate di consultare il materiale fornito nei nostri aggiornamenti periodici! Tra le altre cose, i nostri aggiornamenti danno visibilità a strumenti esterni di approfondimento e formazione, provenienti da fonti ufficiali e “di prima mano” (ad esempio: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9).

Con queste dovute premesse, rispondiamo più direttamente alla seconda parte della domanda: quali criteri possono definire un “buon corso” di progettazione europea? Prima di andare avanti, vi consigliamo di dare un’occhiata alle indicazioni di precedenti “post” correlati: 1 | 2

  1. Considerate il “curriculum” dell’organizzazione che eroga la formazione: se l’organizzazione è riconosciuta e tiene corsi di europrogettazione da molti anni, reggendo alla “prova del tempo”, è probabile che il corso cui volete iscrivervi sia interessante ed efficace;
  2. Valutate il curriculum dei docenti che terranno il corso: hanno già svolto simili attività di formazione in precedenza? Hanno un’esperienza diretta, aggiornata e (possibilmente) di successo nella concezione e nella scrittura di progetti europei? Non esitate a porre domande specifiche sulla loro esperienza (e sull’esperienza dell’organizzazione)!
  3. Valutate se il corso prevede (aldilà del tema dell’europrogettazione) un ambito tematico dichiarato, o se l’organizzazione e i docenti che tengono il corso hanno (per esperienza pregressa) una specifica inclinazione tematica. Ovvero: l’organizzazione e i docenti sono attivi in settori e su tipi di progetto che vi interessano? L’europrogettazione è un’attività che necessita di un’applicazione pratica e tematica. È facile che il “taglio” che verrà dato al corso rispecchi l’esperienza pregressa dell’organizzazione e dei docenti: valutate dunque che questa sia in linea con i vostri interessi!
  4. Oltre alle semplici conoscenze, un corso di europrogettazione deve trasmettere competenze operative: valutate dunque in quale misura il programma di formazione prevede momenti di esercitazione pratica su casi concreti. Se ne avete la possibilità, date la preferenza a un corso che preveda laboratori e la preparazione di uno o più progetti, come esempio durante la formazione e/o supportando l’elaborazione di un vostro “vero” progetto alla fine del corso ;
  5. Considerate il livello di approfondimento del corso rispetto alle vostre conoscenze. Un corso di livello base può risultare noioso per chi già conosce la materia, mentre un corso di livello approfondito può essere ostico in mancanza di basi appropriate. Oltre al programma dettagliato del corso, quando possibile, valutate anche il numero e il livello di esperienza delle persone che lo frequenteranno.

Questi i criteri principali che ci sentiamo di consigliare per orientare le vostre scelte. Ve ne vengono in mente altri? Raccontateci la vostra esperienza con i corsi di europrogettazione sulla nostra pagina Facebook!